﻿{"id":40,"date":"2023-04-03T20:55:02","date_gmt":"2023-04-03T18:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/istitutobuenosaires.esteri.it\/?page_id=40"},"modified":"2025-12-30T16:34:23","modified_gmt":"2025-12-30T15:34:23","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iictunisi.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<div class=\"info_contatti\">\n<article id=\"articolo_centro\" class=\"col-md-19 col-sm-19 padding_articolo item-page\" role=\"main\" aria-label=\"articolo\">\n<div>\n<p>L\u2019Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, nato nel 1961, fu ospitato in un primo momento nella sede della locale Dante Alighieri. La sua storia \u00e8 strettamente legata a quella dell\u2019evoluzione delle relazioni politico-culturali fra l\u2019Italia e la Tunisia.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019indipendenza della Tunisia e della stipula degli accordi italo-tunisini nel settore petrolifero, la funzione primaria dell\u2019Istituto fu quella di ripristinare nel Paese la posizione culturale che l\u2019Italia aveva occupato fino alla Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Per l\u2019inaugurazione dell\u2019Istituto venne, nel 1962, l\u2019On. Amintore Fanfani, allora Presidente del Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019Istituto di Cultura, il Ministero degli Affari Esteri cominci\u00f2 ad attribuire a studenti tunisini le prime borse di studio per la frequenza di corsi universitari, non essendo ancora nata nel Paese l\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Per dare nuovo impulso al dialogo fra le due culture, si organizzarono incontri letterari fra orientalisti italiani ed esponenti della cultura tunisini (Rizzitano, Gabrieli e Achour etc. ), mostre colletive di pittori tunisini e italiani qui residenti. E fu proprio in seno all\u2019Istituto che si costitu\u00ec il Gruppo degli Astrattisti della Scuola di Tunisi (Roccheggiani, Belkhodja, Gmach, Heinem, Larnaout).<\/p>\n<p>Sempre in quegli anni, l\u2019Istituto di Cultura collabor\u00f2 alla stipula dell\u2019accordo fra la RAI e il Governo Tunisino per l\u2019installazione di un\u2019antenna finalizzata alla ricezione dei programmi di RAI 1. Tali programmi erano molto seguiti, anche per la mancanza della televisione locale e la totale assenza di altre emittenti straniere.<\/p>\n<p>Nel 1967, con la creazione della prima Universit\u00e0 tunisina (l\u2019attuale \u201cUniversit\u00e0 di Tunisi\u201d), cominciarono gli scambi di esperienze nel campo didattico e nacquero le prime convenzioni con le nostre Universit\u00e0. L\u2019Istituto di Cultura favor\u00ec tali scambi, soprattutto nel campo scientifico (medicina, biologia, ingegneria, architettura, archeologia, ecc.).<\/p>\n<p>La collaborazione fra i due Paesi nel settore archeologico consent\u00ec al Paese di disporre di personale altamente qualificato e di strutture adeguate per valorizzare il cospicuo patrimonio comune punico-romano. Tale collaborazione \u00e8 tuttora assai attiva e proficua.<\/p>\n<p>Dal 1978, con la creazione della prima cattedra universitaria d\u2019Italianistica, l\u2019Istituto rese possibile l\u2019avvio di corsi di lingua e letteratura italiana, mettendo a disposizione il proprio personale docente.<\/p>\n<p>Sempre negli Anni 80, su proposta dell\u2019Istituto Italiano di Cultura, fu creata la \u201cCarthago Film\u201d, prima societ\u00e0 tuniso-italiana di produzione cinematografica e furono elargiti consistenti aiuti alla SATPEC, complesso cinematografico tunisino (i cui tecnici si erano formati in Italia), trasformata successivamente in Scuola di Cinema.<\/p>\n<p>Nel campo teatrale e coreutico furono promossi stages presso l\u2019Ater Balletto di Reggio Emilia e presso il Balletto di Toscana, che consentirono la formazione dei primi maestri di danza e coreografi tunisini.<\/p>\n<p>Gli accordi interuniversitari, avviati in quel periodo, sono andati vieppi\u00f9 aumentando fino a raggiungere le attuali 45 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Da segnalare, in questo contesto, la recente creazione a Tunisi di una Scuola Superiore Mediterranea per la Formazione nelle Tecnologie dei Media, in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 di Pavia.<\/p>\n<p>Da sottolineare inoltre come, anche grazie al costante sostegno offerto dal nostro Ministero degli Affari Esteri e da questo Istituto di Cultura, ben sei Ateni tunisini ospitano attualmente cattedre di italianistica, quattro nella capitale e due in provincia.<\/p>\n<p>Di concerti con l\u2019Ambasciata, l\u2019Istituto si \u00e8 fatto promotore, a partire dal 2000 del \u201cProgetto della Memoria\u201d, al fine di salvaguardare lo straordinario patrimonio di testimonianze sulla vita ed il lavoro della nostra collettivit\u00e0 nell\u2019arco di pi\u00f9 di un secolo. Sono stati pubblicati finora 5 volumi: Pittori Italiani di Tunisia, Memorie Italiane di Tunisia, L\u2019Architettura italiana di Tunisia, I mestieri degli Italiani in Tunisia, La cucina italiana di Tunisia.<\/p>\n<p>Nel 2004, l\u2019Istituto di Cultura si \u00e8 trasferito da El Menzah I sull\u2019 Avenue Mohamed V, in pieno centro citt\u00e0. Grazie all\u2019attuale ubicazione, nonch\u00e9 alla sua intensa e qualificata attivit\u00e0, l\u2019Istituto ha raggiunto una grande visibilit\u00e0 e rappresenta un punto di riferimento importante e imprescindibile per questo Paese che, come noto, \u00e8 in forte espansione economico-commerciale e culturale, e che rappresenta uno dei nostri interlocutori privilegiati nell\u2019area del Mediterraneo.<\/p>\n<\/div>\n<p><strong><span class=\"ng-star-inserted\">Nel\u00a0<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">mese<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0di dicembre 2025, l\u2019Istituto di Cultura si \u00e8 trasferito da Avenue Mohamed V\u00a0<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">a<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">\u00a0Rue Abderrahman Azzam n. 4, Montplaisir 1073\u00a0<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">Tunisi<\/span><span class=\"ng-star-inserted\">.<\/span><\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<\/article>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Istituto Italiano di Cultura di Tunisi, nato nel 1961, fu ospitato in un primo momento nella sede della locale Dante Alighieri. 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