Cosa significa oggi parlare di archivi nel Mediterraneo? In questa seconda edizione, la rassegna Shluq – Archivi in movimento propone una riflessione sull’archivio non come luogo statico di conservazione, ma come dispositivo vivo, in trasformazione, capace di attraversare linguaggi, generazioni e geografie.
Attraverso musica, arti visive, pratiche editoriali e performance, l’iniziativa esplora le forme contemporanee della memoria e delle sue riattivazioni. Il Mediterraneo viene qui inteso come spazio stratificato di risonanze storiche e culturali, in cui passato e presente convivono in forme non lineari, generando nuovi immaginari.
Il progetto, che si svolgerà tra giugno e novembre 2026 in diversi spazi culturali di Tunisi, è promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e dall’agenzia Chullu Agency.
Programma degli incontri:
1. 4 giugno 2026 – L’Ecurie (17.00–21.00)
Riscrivere il Mediterraneo in chiave contemporanea
Il primo appuntamento è dedicato alle pratiche culturali che riscrivono il Mediterraneo attraverso editoria indipendente, ricerca sonora e produzione critica. La conversazione riunisce prospettive diverse sul rapporto tra archivi, controculture e nuove narrazioni del Sud globale.
Intervengono Fernanda Fischione, arabista e cofondatrice della rivista Arabpop, e Giovanni Napolano, fondatore di MBE series, piattaforma dedicata alle culture sonore e alle pratiche di archeologia musicale. La discussione è arricchita da un contributo editoriale di Tunez magazine, rivista indipendente dedicata alla scena culturale tunisina contemporanea.
2. 11 giugno 2026 – B7L9 (18.00–22.00)
Genovarabe — La musica delle nuove generazioni: rap e trap tra Italia e Tunisia
Il secondo incontro esplora l’archivio musicale contemporaneo delle giovani generazioni tra le due sponde del Mediterraneo: rap e trap come linguaggi globali di espressione sociale, identitaria e politica.
La serata si apre con una conversazione sulla scena urban tunisina e sulle connessioni con la diaspora in Europa. Segue il live di Helmi, artista italo-tunisino, accompagnato da musicisti tunisini, e si chiude con il DJ set di Chryverde.
Partecipano alla discussione Helmi, Gabriel Seroussi, giornalista musicale, Naji, artista visiva, Abdellatif Ayari (Baba_Lou), attivista culturale e videomaker, e Ahmed Amine Zarrouki, fotografo e documentarista della scena rap tunisina.
3. 22 Ottobre 2026 – Istituto Italiano di Cultura di Tunisi (18.00-21.00)
Antigruppo siciliano. Pratiche dell’incontro del Mediterraneo
In occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, il terzo appuntamento è dedicato alla riscoperta dell’Antigruppo Siciliano, esperienza poetica e politica che ha attraversato la Sicilia degli anni Settanta.
La curatrice Simona Squadrito, insieme a Giulia Currà presenta un progetto espositivo e di ricerca che ricostruisce questa stagione letteraria attraverso documenti, testi e materiali d’archivio, restituendone la dimensione collettiva e sperimentale.
4. 27 Ottobre 2026 – Théâtre Le Rio (13.00)
Black Med, Chapter VIII (2021–2026), Théâtre Le Rio (performance)
Black Med è il progetto di ricerca e documentazione che Invernomuto (il nome sotto il quale Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi collaborano dal 2003) porta avanti dal 2018: una selezione continua e dichiaratamente non geografica di brani, storie e percorsi attraverso il Mediterraneo.
Articolate in diversi capitoli, le sessioni di ascolto di Black Med si basano su un DJ set accompagnato dalla proiezione di slide contenenti testi teorici e retroscena legati ai brani musicali, raggruppati attorno a temi di natura elegiaca.
Le sessioni esplorano diverse traiettorie sonore, toccando argomenti quali gli usi alternativi della tecnologia, la migrazione, le periferie e le relazioni tra specie.
L’evento sarà parte di Becoming the Ocean, programma congiunto tra Jaou Tunis e la Biennale de l’Image en Mouvement (BIM).
5. 21 Novembre 2026 – B7L9
Roads to Sintīr – Uno sguardo preliminare al progetto in divenire
Roads to Sintīr è un progetto di ricerca audiovisiva a lungo termine di Tania Feghali; esso segue le tracce di un “suono infinito” che riemerge costantemente attraverso forme, strumenti e geografie diverse, pur rimanendo profondamente e sottilmente connesso a una parte di noi che resta immutata nel tempo e nello spazio.
Il sintīr – un liuto basso rivestito di pelle che assume nomi e forme differenti a seconda delle latitudini – diventa la metafora di questa ricerca. Il suo nome evoca un’ulteriore risonanza: *sintīr*, *sentir*, *sentire* – ovvero provare sensazioni, percepire, entrare in connessione con l’essenza profonda delle cose.
Partendo dalla Tunisia, la prima fase del progetto attraversa tradizioni vernacolari e pastorali, pratiche amazigh e sufi, la trasmissione orale e incontri con musicisti, facendo dell’improvvisazione il proprio linguaggio.
Presentato in occasione di Jaou Tunis, il progetto – composto da immagini in movimento, registrazioni ambientali e frammenti di un film in evoluzione – dà vita a una costellazione temporanea, che si sviluppa parallelamente a momenti di improvvisazione dal vivo e conversazioni con Tania Feghali, Yacine Boularès, Habibiijii e altri ospiti.
6. Gennaio 2027 – CinéMadart (Cartagine)
Tunisi negli archivi di famiglia
Un viaggio nelle immagini private e collettive della memoria tunisina attraverso materiali d’archivio domestico, rielaborati in una performance audiovisiva dal vivo.
Il musicista italiano Mai Mai Mai trasforma in suono una selezione di filmati d’archivio provenienti dalla Fondazione Home Movies e dal Fondo Famiglia Pallottino, restituendo una narrazione poetica della città di Tunisi tra memoria intima e storia urbana.